lunedì 1 ottobre 2012

Il canto di me stesso

Song of Myself
 1 I CELEBRATE myself, and sing myself,
And what I assume you shall assume,
For every atom belonging to me as good belongs to you. I loafe and invite my soul,
I lean and loafe at my ease observing a spear of summer grass. My tongue, every atom of my blood, form’d from this soil, this air,
Born here of parents born here from parents the same, and their parents the same, I, now thirty-seven years old in perfect health begin,
Hoping to cease not till death. Creeds and schools in abeyance,
Retiring back a while sufficed at what they are, but never forgotten,I harbor for good or bad, I permit to speak at every hazard,
Nature without check with original energy.
 2 Houses and rooms are full of perfumes, the shelves are crowded withperfumes,
I breathe the fragrance myself and know it and like it,
The distillation would intoxicate me also, but I shall not let it. The atmosphere is not a perfume, it has no taste of thedistillation, it is odorless,It is for my mouth forever, I am in love with it,
I will go to the bank by the wood and become undisguised and naked,
I am mad for it to be in contact with me.
The smoke of my own breath,Echoes, ripples, buzz’d whispers, love-root, silk-thread, crotch andvine,My respiration and inspiration, the beating of my heart, the passingof blood and air through my lungs,
The sniff of green leaves and dry leaves, and of the shore anddark-color’d sea-rocks, and of hay in the barn,
The sound of the belch’d words of my voice loos’d to the eddies ofthe wind,A few light kisses, a few embraces, a reaching around of arms,
The play of shine and shade on the trees as the supple boughs wag,
The delight alone or in the rush of the streets, or along the fieldsand hill-sides,
The feeling of health, the full-noon trill, the song of me risingfrom bed and meeting the sun.
Have you reckon’d a thousand acres much? have you reckon’d theearth much?
Have you practis’d so long to learn to read?
Have you felt so proud to get at the meaning of poems?
Stop this day and night with me and you shall possess the origin ofall poems,
You shall possess the good of the earth and sun, (there are millionsof suns left,)
You shall no longer take things at second or third hand, nor look through the eyes of the dead, nor feed on the spectres inbooks,You shall not look through my eyes either, nor take things from me,
You shall listen to all sides and filter them from your self. -----------------

 1 Canto me stesso, e celebro me stesso,
E ciò che assumo voi dovete assumere
Perché ogni atomo che mi appartiene appartiene neanche a voi.
Io ozio, ed esorto la mia anima,
Mi chino e indugio ad osservare un filo d’erba estivo. La mia lingua, ogni atomo di sangue, fatti da questo suolo, da quest’aria,
Nato qui da genitori nati qui e così i loro padri e così i padri dei padri, Io, ora, trentasettenne in perfetta salute, ora incomincio, E spero di non cessare che alla morte.
Credi e scuole in sospeso,
Un po’ discosto, sazio di ciò che sono, ma mai dimenticandoli,
Accolgo la natura nel bene e nel male, lascio che parli a caso,
Senza controllo, con l’energia originale.
2 Case e stanze sono piene di profumi, gli scaffali affollati di profumi,
Respiro la fragranza, la riconosco e mi piace,Il distillato potrebbe ubriacare anche me, ma non lo permetto. L’atmosfera non è un profumo, non ha il gusto del distillato, è inodore,
È fatta per la mia bocca, in eterno, ne sono innamorato,
Andrò sul pendio presso il bosco, sarò senza maschera e nudo,
Mi struggo dalla voglia di sentirne il contatto. Il fumo del mio fiato,Echi, gorgoglii, diffusi bisbigli, radice d’amore, filamento di seta, inforcatura e viticcio, Il mio inspirare ed espirare, il pulsare del cuore, il transitare dell’aria e del sangue attraverso i polmoni,
Il sentore delle foglie verdi e delle foglie secche, della spiaggia e degli scogli neri, del fieno nel fienile,
Il suono delle parole eruttate della mia voce abbandonata ai vortici del vento,
Pochi rapidi baci, pochi abbracci, un tendere a cerchio di braccia,
Il gioco delle ombre e dei riflessi all’oscillare dei rami flessuosi,
Il godimento da soli o tra la folla nelle strade, o lungo i campi o sui fianchi d’una collina,
La sensazione di salute, il vibrare del pieno mezzogiorno, il canto di me che mi alzo dal letto e vado incontro al sole. Hai creduto che mille acri fossero molti? che tutta la terra fosse molto?
Ti sei esercitato così a lungo per imparare a leggere? Tanto orgoglio hai sentito perché afferravi il senso dei poemi? Fermati con me oggi e questa notte, e ti impadronirai dell’origine di tutti i poemi,
Ti impadronirai dei beni della terra e del sole (ci sono ancora milioni di soli),
Non prenderai più le cose di seconda o terza mano, né guarderai con gli occhi dei morti, ne ti nutrirai di fantasmi libreschi,
E neppure vedrai attraverso i miei occhi o prenderai le cose da me,
 Ascolterai da ogni parte e le filtrerai da te stesso.

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