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mercoledì 27 luglio 2022

18. Cosa vuol dire essere un pipistrello? Quanto ci aiuta l'empatia?



In questa puntata, seguiamo l'esperimento mentale e filosofico di Thomas Nagel, chiedendoci: che cosa vuol dire essere un pipistrello? Com'è per esempio non vedere con gli occhi ma attraverso un radar, un'ecolocalizzazione? E cosa ha a che fare questo con l'empatia: quanto è possibile calarsi nei panni degli altri per capire quello che provano per ascoltarli? --- Music: "Music by Cindy Locher, https://www.TheRelaxationWorks.com" (Quiet Soul) --- Approfondimenti e spunti: - Thomas Nagel, Che cosa vuol dire essere un pipistrello? https://www.amazon.it/prova-essere-pi... - - Arte di ascoltare e mondi possibili, Marianella Sclavi https://www.amazon.it/ascoltare-mondi... - La Gaia Scienza, Nietzsche https://www.amazon.it/gaia-scienza-Fr... - Collegamento: la stanza di Mary, Jackson https://www.spreaker.com/user/1503831...

mercoledì 22 giugno 2022

13. Le stanze di Sofia: Bolla di filtraggio


Lo spunto di oggi è una bolla di sapone. Parliamo però di bolle di filtraggio. Cosa sono su internet, questi algoritmi che, per personalizzare la nostra esperienza di navigazione online, rischiano di chiuderci dentro la sfera delle nostre opinioni pregresse e delle nostre passate esperienze. E... Sono davvero così strette e performanti? E... esistono solo su internet? Come uscirne? Ne parliamo in questa puntata. Fonti e approfondimenti: - Eli Pariser, Il filtro. Quello che internet ci nasconde https://www.amazon.it/filtro-Quello-c... - Filter Bubbles, Eli Pariser, Ted https://www.youtube.com/watch?v=B8ofW... - il meme citato, un cane su internet, prima e dopo https://pbs.twimg.com/media/BX5bpOICE...

mercoledì 13 aprile 2022

12. Un aereo di carta: la ludopedagogia.



In questa puntata de Le stanze di Sofia partiremo dallo spunto datoci da un aereo di carta. Vi ricordate come si fanno? Potrebbe esservi utile, perché con quell'aereo faremo insieme un piccolo gioco psicologico, per parlare poi di ludopedagogia e del mondo straordinario della realtà ludica. Buon gioco! ------------ Fonti, approfondimenti e rimandi: - Giocare è un cosa seria: https://www.youtube.com/watch?v=VrZwO... - https://www.lisciaportamivia.it/ludop... un'associazione italiana che si basa su questa pratica. - Un webinar del maestro Ariel legato a un corso dell'asilo nel bosco. https://www.facebook.com/watch/live/?... - Alejandro Jodorowsky, Psicomagia. - Se non ricordate come si fa un aereo di carta..... https://www.youtube.com/watch?v=mZCYz...
MOSTRA MENO

mercoledì 16 marzo 2022

Le stanze di Sofia, 8. Sono possibili i viaggi nel tempo?

 


Partendo dallo spunto filosofico della Delorean di Ritorno al Futuro, ci chiederemo se sia possibile viaggiare nel tempo, specie da un punto di vista logico-metafisico. Per farlo, divideremo l'argomento in vari segmenti: il viaggio nel futuro, e quello nel passato. E ancora: i paradossi che i viaggi temporali generano, quelli epistemologici e quelli causali. Si finirà con una riflessione più generale sul tempo, in cui sentiremo cosa hanno da dire Nietzsche e De Crescenzo. Buon viaggio. Fonti e approfondimenti:

- Giuliano Torrengo, viaggi nel tempo. Una guida filosofica https://www.unilibro.it/libro/torreng... - Viaggi nel tempo, James Gleick, Laura Servidei (traduzione) https://www.amazon.it/Viaggi-nel-temp... - Nietzsche, La Gaia Scienza. https://www.amazon.it/dp/B008HHE0UO/r... - Futurama, il nonno di se stesso e aggiungerei una canzone simpaticissima: https://www.youtube.com/watch?v=oneA8... io sono mio nonno, anche se in questo caso si tratta di paradossi "parentali" più che temporali.

sabato 5 marzo 2022

Le stanze di Sofia, 6. Cosa ci raccontano le stelle: cos'è l'infinito? Perché il cielo di notte è buio?

 



In questa puntata lo spunto filosofico è il cielo e, soprattutto, le sue luci: le stelle. Se le ascoltiamo, tra mille storie, possiamo sentire delle domande, che fanno tremare i polsi e per le quali, ha scritto Hawkins, Dio ha preparato l'inferno quando, prima del Big Bang, non aveva ancora dato alla luce l'universo.

- L'universo è finito o infinito? Esiste da sempre o no? E se no, cosa c'era prima? Dove era il tempo?



- Perché se le stelle sono così luminose, il cielo di notte è buio?



- Che cosa sono le costellazioni?



Fonti, consigli, approfondimenti:



Eureka, Edgar Allan Poe



- https://www.amazon.it/dp/B07TXQG9QV/r...



Lucrezio, De rerum natura



- http://www.nilalienum.it/Filosofia/Fi...



Amedeo Balbi, l'universo è finito o infinito?



- https://www.youtube.com/watch?v=bESg_...



Perché il cielo di notte è buio? Il Paradosso di Olbers (la fisica che non ti aspetti)



- https://www.youtube.com/watch?v=3JARs...



Oneira, come iniziare a guardare il cielo



https://www.youtube.com/watch?v=YjSUH...



mercoledì 16 febbraio 2022

Quarta puntata podcast. Che cos'è un sogno? A cosa serve sognare?


https://www.spreaker.com/user/1503831... Quarta puntata de Le stanze di Sofia. Lo spunto filosofico della stanza di oggi è il sogno. Che cosa significa "sogno"? Perché dormiamo e perché sogniamo? Che collegamenti ci sono tra il mondo della veglia e quello onirico? Da dove arrivano le nostre fantasticherie? Per approfondire: - Agnes Heller, La filosofia del sogno https://www.ibs.it/filosofia-del-sogn... - Sigmund Freud, L'interpretazione dei sogni https://www.amazon.it/dp/B0062ZBKYC/r... - Platone, Repubblica https://www.amazon.it/Repubblica-eNew... - Aristotele, Il sonno e i sogni: Il sonno e la veglia-I sogni-La divinazione durante il sonno. https://www.ibs.it/sonno-sogni-sonno-... #filosofia #felicità #sogni

mercoledì 9 febbraio 2022

Terza puntata. La sedia virtuale. Vorresti una vita perfetta? Davvero?


Terza puntata del podcast: Le stanze di Sofia.

In ogni stanza, e quindi ogni puntata, uno spunto filosofico su cui riflettere. Le domande di oggi sono: Qual è la tua vita perfetta? Cosa faresti per realizzarla?

Esperimenti filosofici citati:
- Cervelli in una vasca, Hilary Putnam (prende anche da Dennett)
- La macchina dell'esperienza (o del piacere), Robert Nozick

mercoledì 26 gennaio 2022

Puntata pilota: le stanze di Sofia. Ci credi a Babbo Natale?


         
Puntata pilota, o prima vera puntata del podcast. Troveremo due spunti di riflessione in questa stanza di Sofia: due domande sulle quali poterci interrogare. La prima è "Esiste Babbo Natale?"; la seconda: "Quanti petali posso togliere a un fiore, affinché continui a essere un fiore?". #Filosofia #domande filosofiche #stanze di sofia #esperimenti mentali #natale #fiore https://www.spreaker.com/show/le-stanze-di-sofia

martedì 25 gennaio 2022

Le stanze di sofia, puntata zero

 


Le stanze di Sofia è un podcast settimanale dove si incontra la filosofia in modo diretto e particolare: attraverso un percorso di stanze immaginarie. In ogni stanza, e quindi in ogni puntata, troverete uno spunto filosofico (un gioco, uno strumento o un esperimento) per... creare una piccola crepa di meraviglia e di sorpresa nel nostro quotidiano, spesso così ripetitivo e automatico: magari, questi spunti ci aiuteranno ad illuminare con un pizzico di consapevolezza, o almeno di curiosità, le nostre giornate.

Qui si aprono le porte: una breve puntata per accennare a cosa siano queste stanze di Sofia; cosa sia questo podcast. Un primo saluto agli ospiti: mettetevi comodi. Dalla prossima puntata, in ogni puntata, quindi ogni stanza, ci sarà uno spunto filosofico sul quale riflettere, pensare, giocare. Se volete, cominciate a guardarvi intorno. Ci sarà tempo per esplorare, e ognuno potrà farlo come preferisce, aggiungendovi del suo.

Spotify: https://open.spotify.com/show/6x18aXg8IwBIfwW7Vwzjmx


lunedì 28 giugno 2021

Cos'è l'estetica?

Cos'è l'estetica? (Da Kant a "Sto pensando di finirla qui", passando per Arthur Danto).
Per rispondere a questa domanda, dobbiamo farci altre domande, come
- Cos'è la bellezza?
- Cos'è l'arte?
Come cambiano, se cambiano? Come le percepiamo?
L'estetica è un'onda (enorme) del mare della Filosofia. Qui proviamo ad esplorare un possibile frammento della sua affascinante complessità.




lunedì 3 maggio 2021

Cos'è la filosofia? (Una passeggiata tra sogni e farfalle)



Che cos'è la filosofia? Bisognerebbe scrivere interi testi di filosofia per rispondere a questa domanda, e talvolta definire un concetto rischia di essere troppo semplificativo o delimitante: meglio incontrarlo.
Per esempio, tramite un esperimento mentale.

lunedì 10 agosto 2020

Il pendolo: costruirlo, utilizzarlo, interpretarlo.


In questo video vediamo l'esperimento del pendolo di Chevreul.

Vedremo come costruirlo semplicemente, come utilizzarlo, ed infine ci chiederemo sia come funziona il suo movimento (cosa lo fa muovere? cosa può dirci?) sia cosa possiamo trarne ed altri livelli.
Al solito, lo scopo di questi giochi \ esperimenti è trarne una riflessione su più fronti.
Anche il pendolo, infatti, può essere visto dal punto di vista filosofico.

venerdì 24 luglio 2020

Piccola presentazione provvisoria del canale tu-tubico


Sono solo un emerito D... (qualunque cosa vogliate metterci, a me va bene), ma sto seguendo un mio percorso e di tanto in tanto lascerò qui qualcosa che mi è piaciuto


giovedì 9 luglio 2020

Gioco filosofico per riflettere sulla tecnologia: la tetrade di McLuhan


La tetrade di Marshall McLuhan: uno strumento per riflettere sui media e la tecnologia senza pregiudizi. Un modo, ed un gioco, per ripensare gli strumenti e le tecniche (dal tablet all'aula scolastica, al microfono) in base alle spinte, ed a volte alle trasformazioni che esse impongono a livello sociologico e psicologico.
Le tetradi permettono anche di confrontare tecnologie simili. 
Non è però questione di morale o valutazione quantitativa: se, per esempio, sia meglio il libro cartaceo o  quello digitale; se il libro sia "sempre meglio del film", se una lezione in presenza sia meglio di una a distanza, ma sono cose diverse (e su quest'ultimo confronto consiglio un bel corso dei prof Moriggi e Maragliano, la scuola in gioco: https://www.youtube.com/watch?v=OiHU-...). E, essendo dei mezzi diversi, anche se veicolano uno stesso contenuto, uno stesso messaggio, lo fanno in modo molto diverso. 

Buone tetradi a tutti, e buon gioco. 
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In ogni caso, come "dice" Woody Allen di McLuhan non è semplice afferrare tutto: 

martedì 17 marzo 2020

John Locke: la conoscenza e i diritti naturali

Lezioni filosofiche di un emerito D.

La conoscenza e la politica di John Locke.
Il video di approfondimento sull'assolutismo e lo stato di natura: https://www.youtube.com/watch?v=UQQ3yYxkUa4

Per altre lezioni, giochi filosofici e il dizionario di spunti per chi voglia "aderire al branco di d..." iscriviti al canale.
Il video sulla personalità al quale mi riferisco in questo è qui: https://www.youtube.com/watch?v=SeeQnYGKMKI&t=1271s

mercoledì 4 dicembre 2019

Il pomodoro e le palline


Il pomodoro e le palline


Mi guardo allo specchio: vedo un volto giovane, arrossato ed affilato, con qualche brufolo di troppo, le occhiaie da sonno e circondato da un cespuglio di folti capelli neri e ricci. Vedo un paio di grandi occhi nocciola. Forse delle nocciole acerbe, o con ancora la buccia, perché virano blandamente nel verde. Sotto un naso piccolo ma con una fastidiosa gobbetta il mio riflesso riporta delle labbra abbastanza carnose, ma sempre tese in una smorfia che non mi piace. 

Oggi sono al quindicesimo giorno di scuola, e mi pare di essere al quindicesimo mese ininterrotto. Mi guardo allo specchio ma sto solo riflettendo sulla giornata che mi aspetta. Ci saranno due ore di Filosofia, dove non discuteremo, ma dovremo memorizzare uno schema che parla dei pensieri di Cartesio o chi per lui, seguiranno due ore di Italiano: amo leggere eppure le trovo di una noia mortale, sarà che in quell'ora non si legge, piuttosto si parla di epiteti epici e di nomenclatura grammaticale, o si fanno inutili esercizi. Poi un'ora di Matematica per finire in bellezza, dove calcoleremo equazioni esponenziali o logaritmi, utilissimi per fare la spesa o decidere se mettere o meno soldi in banca, suppongo. Chiudo gli occhi, smetto di vedermi ma non riesco a fermare i pensieri. Quando li riapro sono ancora lì. Sbuffo e mi gratto sotto al reggiseno, poi vado ad infilarmi una canottiera ed una felpa scura. Sto bene attenta che il cappuccio cali il più possibile sulla mia faccia, prima di uscire a prendere il bus. 

Mi appendo alla barra di sostegno, che al solito non c'è posto per sedersi. Molti dei passeggeri sono mie compagne di scuola: perlopiù parlano di qualche ragazzo carino, qualcuno copia i compiti, altri non alzano lo sguardo dal telefono neanche per un secondo. 

Una volta ho sentito un'intervista di un regista di cui non ricordo il nome: raccontava che a Tokio si divertiva a fissare i volti delle persone mentre erano intenti a fissare

mercoledì 11 luglio 2018

Le tre domande, tolstoj

Le tre domande, Lev Tolstoj

Lev Tolstoj tratto da: Racconti per contadini, Associazione culturale Mimesis, pp. 267-271
Un bel modo di parlare della presenza mentale.

Un racconto Zen: Le tre domande


Un giorno, un certo imperatore pensò che se avesse avuto la risposta a tre domande, avrebbe avuto la chiave per risolvere qualunque problema:
• Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?
• Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?
• Qual è la cosa che più conta sopra tutte?
L’imperatore emanò un bando per tutto il regno annunciando che chi avesse saputo rispondere alle tre domande avrebbe ricevuto una lauta ricompensa.
Subito si presentarono a corte numerosi aspiranti, ciascuno con la propria risposta.
Riguardo alla prima domanda, un tale gli consigliò di preparare un piano di lavoro a cui attenersi rigorosamente, specificando l’ora, il giorno, il mese e l’anno da riservare a ciascuna attività. Soltanto allora avrebbe potuto sperare di fare ogni cosa al momento giusto.

Qualcuno era convinto che l’imperatore non poteva essere tanto previdente e competente da decidere da solo quando intraprendere ogni singola attività; la cosa migliore era istituire un Consiglio di esperti e rimettersi al suo parere.
Qualcun altro disse che certe questioni richiedono una decisione immediata e non lasciano tempo alle consultazioni; se però voleva conoscere in anticipo l’avvenire, avrebbe fatto bene a rivolgersi ai maghi e agli indovini.
Anche alla seconda domanda si rispose nei modi più disparati.
Uno disse che l’imperatore doveva riporre tutta la sua fiducia negli amministratori, un altro gli consigliò di affidarsi al clero e ai monaci; c’era chi gli raccomandava i medici e chi si pronunciava in favore dei soldati.
La terza domanda suscitò di nuovo una varietà di pareri.
Alcuni dissero che l’attività più importante era la scienza. Altri insistevano sulla religione. Altri ancora affermavano che la cosa più importante era l’arte militare.
L’imperatore non fu soddisfatto da nessuna delle risposte, e la ricompensa non venne assegnata.
Dopo parecchie notti di riflessione, l’imperatore decise di andare a trovare un eremita che viveva sulle montagne e che aveva fama di essere un illuminato. Voleva cercarlo per rivolgere a lui le tre domande, pur sapendo che l’eremita non lasciava mai le montagne e riceveva solo la povera gente, rifiutandosi di trattare con i ricchi e i potenti. Perciò, rivestiti i panni di un semplice contadino, ordinò alla sua scorta di attenderlo ai piedi del monte e si arrampicò da solo su per la china in cerca dell’eremita.
Giunto alla dimora del sant’uomo, l’imperatore lo trovò che vangava l’orto nei pressi della sua capanna.
Alla vista dello sconosciuto, l’eremita fece un cenno di saluto col capo senza smettere di vangare. La fatica gli si leggeva in volto. Era vecchio, e ogni volta che affondava la vanga per smuovere una zolla, gettava un lamento.
L’imperatore gli si avvicinò e disse: “Sono venuto per chiederti di rispondere a tre domande: qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa? Quali sono le persone più importanti con cui collaborare? Qual è la cosa che più conta sopra tutte?”.
L’eremita ascoltò attentamente, ma si limitò a dargli un’amichevole pacca sulla spalla e riprese a vangare.
L’imperatore disse: “Devi essere stanco. Su, lascia che ti dia una mano”. L’eremita lo ringraziò, gli diede la vanga e si sedette per terra a riposare.
Dopo aver scavato due solchi, l’imperatore si fermò e si, rivolse all’eremita per ripetergli le sue tre domande. Di nuovo quello non rispose, ma si alzò e disse, indicando la vanga: “Perché non ti riposi? Ora ricomincio io”. Ma l’imperatore continuò a vangare. Passa un’ora, ne passano due.
Finalmente il sole comincia a calare dietro le montagne. L’imperatore mise giù la vanga e disse all’eremita: “Sono venuto per rivolgerti tre domande. Ma se non sai darmi la risposta ti prego di dirmelo, così me ne ritorno a casa mia”.
L’eremita alzò la testa e domandò all’imperatore: “Non senti qualcuno che corre verso di noi?”.
L’imperatore si voltò. Entrambi videro sbucare dal folto degli alberi un uomo con una lunga barba bianca che correva a perdifiato premendosi le mani insanguinate sullo stomaco. L’uomo puntò verso l’imperatore, prima di accasciarsi al suolo con un gemito, privo di sensi.
Rimossi gli indumenti, videro che era stato ferito gravemente. L’imperatore pulì la ferita e la fasciò servendosi della propria camicia che però in pochi istanti fu completamente intrisa di sangue. Allora la sciacquò e rifece la fasciatura più volte, finché l’emorragia non si fu fermata.
Alla fine il ferito riprese i sensi e chiese da bere. L’imperatore corse al fiume e ritornò con una brocca d’acqua fresca. Nel frattempo, il sole era tramontato e l’aria notturna cominciava a farsi fredda. L’eremita aiutò l’imperatore a trasportare il ferito nella capanna e ad adagiarlo sul suo letto. L’uomo chiuse gli occhi e restò immobile. L’imperatore era sfinito dalla lunga arrampicata e dal lavoro nell’orto. Si appoggiò al vano della porta e si addormentò. Al suo risveglio, il sole era già alto. Per un attimo dimenticò dov’era e cos’era venuto a fare. Gettò un’occhiata al letto e vide il ferito che si guardava attorno smarrito. Alla vista dell’imperatore, si mise a fissarlo intensamente e gli disse in un sussurro: “Vi prego, perdonatemi”.
“Ma di che cosa devo perdonarti?”, rispose l’imperatore.
“Voi non mi conoscete, maestà, ma io vi conosco. Ero vostro nemico mortale e avevo giurato di vendicarmi perché nell’ultima guerra uccideste mio fratello e vi impossessaste dei miei beni. Quando seppi che andavate da solo sulle montagne in cerca dell’eremita, decisi di tendervi un agguato sulla via del ritorno e uccidervi. Ma dopo molte ore di attesa non vi eravate ancora fatto vivo, perciò decisi di lasciare il mio nascondiglio per venirvi a cercare. Ma invece di trovare voi mi sono imbattuto nella scorta, che mi ha riconosciuto e mi ha ferito. Per fortuna, sono riuscito a fuggire e ad arrivare fin qui. Se non vi avessi incontrato, a quest’ora sarei morto certamente.
Volevo uccidervi, e invece mi avete salvato la vita! La mia vergogna e la mia riconoscenza sono indicibili. Se vivo, giuro di servirvi per il resto dei miei giorni e di imporre ai miei figli e nipoti di fare altrettanto. Vi prego, concedetemi il vostro perdono”.
L’imperatore si rallegrò infinitamente dell’inattesa riconciliazione con un uomo che gli era stato nemico. Non solo lo perdonò, ma promise di restituirgli i beni e mandargli il medico e i servitori di corte per accudirlo finché non fosse completamente guarito. Ordinò alla sua scorta di riaccompagnarlo a casa, poi andò in cerca dell’eremita. Prima di ritornare a palazzo, voleva riproporgli le tre domande per l’ultima volta. Lo trovò che seminava nel terreno dove il giorno prima avevano vangato.
L’eremita si alzò e guardò l’imperatore. “Ma le tue domande hanno già avuto risposta”.
“Come sarebbe?”, chiese l’imperatore, perplesso.
“Se ieri non avessi avuto pietà della mia vecchiaia e non mi avessi aiutato a scavare questi solchi, saresti stato aggredito da quell’uomo sulla via del ritorno. Allora ti saresti pentito amaramente di non essere rimasto con me.
Perciò, il momento più importante era quello in cui scavavi i solchi, la persona più importante ero io, e la cosa più importante da fare era aiutarmi. Più tardi, quando è arrivato il ferito, il momento più importante era quello in cui gli hai medicato la ferita, perché se tu non lo avessi curato sarebbe morto e avresti perso l’occasione di riconciliarti con lui. Per lo stesso motivo, la persona più importante era lui e la cosa più importante da fare era medicare la sua ferita.
Ricorda che c’è un unico momento importante: questo. Il presente è il solo momento di cui siamo padroni.
La persona più importante è sempre quella con cui siamo, quella che ci sta di fronte, perché chi può dire se in futuro avremo a che fare con altre persone?
La cosa che più conta sopra tutte è rendere felice la persona che ti sta accanto, perché solo questo è lo scopo della vita”.