Quattroangoli, era un paese strano. Non aveva proprio la forma di un quadrato o un rettangolo, ma aveva sicuramente quattro angoli. Probabilmente non aveva una forma precisa e regolare, ma sicuramente era divisibile per quattro: come una torta imperfetta ma equa.
Era un bellissimo paese. Non tanto
grande, ma tanto, tanto diverso e vario. Ogni angolo era differente
dagli altri: c’era natura, cultura, posti dove fare comunella e
altri dove pensare. E c’era anche un grande mistero e la paura.
Infatti, in uno dei suoi angoli, c’era
un bel bosco ed un lago, e poche case: la natura sembrava invadere
ogni cosa. O forse, la natura non invadeva proprio nulla: era
semplicemente dove doveva stare. Le case, le abitazioni e i pochi
edifici in questo angolo stavano ben tra le piante, l’erba ed i
boschi: a volte, tra edifici ricoperti d’edera, foglie e glicini
non sapevi dove finiva la natura e dove iniziava l’opera dell’uomo.
Un altro angolo era l’angolo dei
divertimenti: c’era il cinema, una palestra pubblica e gratuita, un
teatro all’aperto e una grande piazza dove gli abitanti di
Quattroangoli potevano incontrarsi per chiacchierare, raccontare
storie e giocare. Lì in mezzo, c’era anche una grande cassa con
dei palloni da utilizzare in caso di bisogno, per così dire.
