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domenica 2 maggio 2021

Non capita spesso, ma a volte succede

 


Non capita spesso, ma a volte succede. 

Un pomeriggio troppo uggioso,

la noia si accumula nel tempo perso

e la vita sembra andare dove non hai scelto

dove non sai. 

Ma il cielo si apre, 

i colori si accendono

come scelti a tavolino

la luce si adagia sui rami

come pittura sulle dita. 


Non capita spesso, ma a volte succede.

Tra le tenebre che ti stringono

le giornate uguali si ripetono

i pensieri grattano il cervello

come zombie chiusi in una stanza. 

Ecco un filo di chiarezza

Tiri tu, ti trascina lui

dove puoi ancora creare

dove smetti di aspettare.


Non capita spesso, ma a volte succede.

Un foglio bianco non vuole parlare

ti fa credere di essere niente

perché niente avviene.

Poi l'aria si sporca di musica e di tè

note leggere, bagnate di gradevole amaro. 

La luce è quella giusta.

Il foglio non è più vuoto

e tutto il mondo... per ora

sei tu. 

mercoledì 31 marzo 2021

Più o meno una borraccia

 


Un alto cilindro di plastica viola che scivola nell'azzurro

e poi nel verde.

In cima, ha un tappo nero provvisto di chiusura ermetica.

C'è anche una sicura: basta alzare la levetta di plastica per evitare perdite improvvise.

Appena sotto il tappo, una coroncina di stoffa verde forma un piccolo nastro per poter prendere la borraccia anche da quel cordino.

Lungo la costa laterale, una scritta sottile, quasi fusa con la trasparenza colorata del rivestimento plastico indica la marca: "New Water" e quasi sembra volersi confondere con l'acqua che contiene.

Sempre presso la superficie, di lato, vi sono delle tacchette che segnano sia la quantità volumetrica del liquido sia il tempo, in ore. Antimeridiane e postmeridiane.

Il quantitativo in acqua è segnato in once (OZ), unità di misura a me misteriosa ma che, lo dice wikipedia, dovrebbe essere pari a circa 30 ml.

Più interessante è l'orario: serve a mettere in relazione il livello dell'acqua e il tempo della giornata.

Io mi fido della borraccia e del suo tappo ermetico, ma lei non si fida di me. Mi ricorda, infatti, quanto devo bere e a che ora. Ma non basta: sul fondo mi ordina di riempirla quando l'acqua raggiunge quel livello.

A pensarci, non mi sembra un rapporto paritario: in fondo, anche tu, cara e fedele borraccia, nonostante il nastrino, il tappo ermetico e la leva di sicurezza, hai avuto le tue incertezze.

Ti ricordi quella volta che bagnato la sua giacca nuova, sul sedile posteriore della macchina, quando eravamo in gita ed io non sapevo come scusarmi?

In fondo, quello era il tempo in cui io e lei stavamo imparando a conoscerci e, saltando le tappe, guardandoci negli occhi stavamo imparando ad amarci.

Per fortuna, quella giornata fu così bella che nessuno ebbe davvero il coraggio di lamentarsi di un po' d'acqua rovesciata sulla giacca nuova: ecco, quando la vita è bella, è più facile perdonare.

Anzi, la memoria e il buon umore riesce perfino - con il tempo che diventa ricordo - a trasformare un fastidio in un sorriso piacevole. Alle volte, perfino una tragedia può far sorridere, e non per forza bisogna vergognarsene.

Quasi, cara borraccia, mi viene da ringraziarti, per quell'errore.

E tu? Lo so, sono un tipo disordinato e scostante; spesso mi dimentico le cose e mi perdo facilmente ma, forse, un giorno anche tu saprai ridere dei miei difetti e delle mie numerose mancanze...

Tornando al tuo errore: non era un'occasione da poco; eppure, non me la sono presa con te al punto da ricordarti ogni santo giorno cosa devi fare (o non devi) e a che ora!

In fin dei conti, insieme stiamo capendo che il mondo lo puoi vedere come qualcosa da provare, qualcosa da riempire tappa per tappa, ogni cosa al suo giusto momento, senza mai sgarrare; oppure, puoi bere tutto di un fiato e scombinare i tempi; scoprire - perfino - che se anche qualcosa non va come dovrebbe, anche se qualcosa si rovescia... be', in fondo, poco male: è solo un po' d'acqua; è solo una borraccia.  


sabato 26 dicembre 2020

Isole




C’è qualcosa di ambiguo e sottilmente indefinibile,

che scorre tra le onde del mare ed una risacca avida, seducente ma impetuosa,

che dimentica pietà e regala antiche speranze, perduti raccordi, e sempre sacri incontri.

Quando il nero sembra più azzurro del blu, allora vedi quanti colori può contenere un solo tono,

quante donne ve ne sono in una sola, e tra infinite sfumature è evidente che non vi siano razze, distinzioni,

ma solo diverse musicalità che, come i colori, sanno divenire perfettamente crioli.

Vi sono saluti che odorano di zolfo e di pesce, pollici alzati e pulmini stretti...

... imbarazzi linguistici, scambi difficili eppur divertenti, dove l’acqua calda scivola su circuiti elettronici, tastiere nuove e firme che non t’aspetti.

Ma ognuno è quel che è, e più ti stacchi più ti specchi, in controparti, sicure insicurezze… e singolari provvidenze.

Dove scorrono botti, tappi vigne metalli, ma non v’è vino; dove scendono villaggi, annegate in piscine e microfoni potenti, ospedali che fanno i brillanti, e ti ricordano l’Europa, quella vestita di bianco e di rosso, che di ermellini pianifica la sua mattanza.

Un colpo ancora, di acini e di faraoni, di schiavi e di nostalgie; che più vedi una cosa, più ti torna alla mente l’altra. 

Nel deserto un vulcano, nel vulcano una foresta, nell’attesa una voce bassa, e capelli che solo tu conosci, ma che non ti riconoscono.

E tra sentieri, polvere e nuvole, ti sperdi un poco; un poco ti ritrovi e, nell’irrequietudine che ti porti dentro, ma non sai seminare, ti chiedi se ancor ti serva quell’attaccapanni e quel cappello.

 Un seme che cresce, se si bagna bene, ma ha paura ad andarsene via da solo, senza foglie; ma nessuna foglia può seguirti, se ha paura di volare, di cambiare.

 Come assaggiar una minestra: ti pare troppo amara, troppo dolciastra, troppo vasta, ma ne stai già chiedendo dell’altra.

mercoledì 16 dicembre 2020

Con te

 

Illustrazione di: Fante Nero Art: https://www.instagram.com/fante_nero_art/ (andate a sbirciare!)
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Con te

il ticchettio dell’orologio è più forte

Con te, 

mi sembra di sentire di più il freddo, ma non c’è imbarazzo a vestirsi di buffe coperte

Con te, 

le poche macchine che corrono lungo la strada... sembrano aerei che avanzano, ma senza volare.

Con te, 

la finestra del vicino sembra più lontana, ma la luce è calda, e intensa. La quotidianità sembra viva. A volte basta una schiena, o vedere alzarsi un braccio per indovinare - o immaginare - tutto un rituale, o sentire un discorso. 

Con te, 

Il tempo si colora più facilmente di nostalgia e di odori passati.

La notte fa un po’ più paura, ma il silenzio sembra pieno di possibilità nascoste e senza nome. 

Mi chiedo in quante case tu sia ora, quali cuori stringi o accarezzi. In quali bicchieri ti raggomitoli, in quali lavandini ti accumuli, in quali poesie ti raccogli. 

Ti immagino come l’alone sui vetri, come i nasi sulle finestre, come le luci che si spengono e le preghiere che si alzano. Come gli amori che non avvengono.

...Le scelte da compiere, e le cose “da fare” per sentirti di meno. 

Però...

Perché sentirti di meno?




lunedì 1 ottobre 2012

Il canto di me stesso

Song of Myself
 1 I CELEBRATE myself, and sing myself,
And what I assume you shall assume,
For every atom belonging to me as good belongs to you. I loafe and invite my soul,
I lean and loafe at my ease observing a spear of summer grass. My tongue, every atom of my blood, form’d from this soil, this air,
Born here of parents born here from parents the same, and their parents the same, I, now thirty-seven years old in perfect health begin,
Hoping to cease not till death. Creeds and schools in abeyance,
Retiring back a while sufficed at what they are, but never forgotten,I harbor for good or bad, I permit to speak at every hazard,
Nature without check with original energy.
 2 Houses and rooms are full of perfumes, the shelves are crowded withperfumes,
I breathe the fragrance myself and know it and like it,
The distillation would intoxicate me also, but I shall not let it. The atmosphere is not a perfume, it has no taste of thedistillation, it is odorless,It is for my mouth forever, I am in love with it,
I will go to the bank by the wood and become undisguised and naked,
I am mad for it to be in contact with me.
The smoke of my own breath,Echoes, ripples, buzz’d whispers, love-root, silk-thread, crotch andvine,My respiration and inspiration, the beating of my heart, the passingof blood and air through my lungs,
The sniff of green leaves and dry leaves, and of the shore anddark-color’d sea-rocks, and of hay in the barn,
The sound of the belch’d words of my voice loos’d to the eddies ofthe wind,A few light kisses, a few embraces, a reaching around of arms,
The play of shine and shade on the trees as the supple boughs wag,
The delight alone or in the rush of the streets, or along the fieldsand hill-sides,
The feeling of health, the full-noon trill, the song of me risingfrom bed and meeting the sun.
Have you reckon’d a thousand acres much? have you reckon’d theearth much?
Have you practis’d so long to learn to read?
Have you felt so proud to get at the meaning of poems?
Stop this day and night with me and you shall possess the origin ofall poems,
You shall possess the good of the earth and sun, (there are millionsof suns left,)
You shall no longer take things at second or third hand, nor look through the eyes of the dead, nor feed on the spectres inbooks,You shall not look through my eyes either, nor take things from me,
You shall listen to all sides and filter them from your self. -----------------

 1 Canto me stesso, e celebro me stesso,
E ciò che assumo voi dovete assumere
Perché ogni atomo che mi appartiene appartiene neanche a voi.
Io ozio, ed esorto la mia anima,
Mi chino e indugio ad osservare un filo d’erba estivo. La mia lingua, ogni atomo di sangue, fatti da questo suolo, da quest’aria,
Nato qui da genitori nati qui e così i loro padri e così i padri dei padri, Io, ora, trentasettenne in perfetta salute, ora incomincio, E spero di non cessare che alla morte.
Credi e scuole in sospeso,
Un po’ discosto, sazio di ciò che sono, ma mai dimenticandoli,
Accolgo la natura nel bene e nel male, lascio che parli a caso,
Senza controllo, con l’energia originale.
2 Case e stanze sono piene di profumi, gli scaffali affollati di profumi,
Respiro la fragranza, la riconosco e mi piace,Il distillato potrebbe ubriacare anche me, ma non lo permetto. L’atmosfera non è un profumo, non ha il gusto del distillato, è inodore,
È fatta per la mia bocca, in eterno, ne sono innamorato,
Andrò sul pendio presso il bosco, sarò senza maschera e nudo,
Mi struggo dalla voglia di sentirne il contatto. Il fumo del mio fiato,Echi, gorgoglii, diffusi bisbigli, radice d’amore, filamento di seta, inforcatura e viticcio, Il mio inspirare ed espirare, il pulsare del cuore, il transitare dell’aria e del sangue attraverso i polmoni,
Il sentore delle foglie verdi e delle foglie secche, della spiaggia e degli scogli neri, del fieno nel fienile,
Il suono delle parole eruttate della mia voce abbandonata ai vortici del vento,
Pochi rapidi baci, pochi abbracci, un tendere a cerchio di braccia,
Il gioco delle ombre e dei riflessi all’oscillare dei rami flessuosi,
Il godimento da soli o tra la folla nelle strade, o lungo i campi o sui fianchi d’una collina,
La sensazione di salute, il vibrare del pieno mezzogiorno, il canto di me che mi alzo dal letto e vado incontro al sole. Hai creduto che mille acri fossero molti? che tutta la terra fosse molto?
Ti sei esercitato così a lungo per imparare a leggere? Tanto orgoglio hai sentito perché afferravi il senso dei poemi? Fermati con me oggi e questa notte, e ti impadronirai dell’origine di tutti i poemi,
Ti impadronirai dei beni della terra e del sole (ci sono ancora milioni di soli),
Non prenderai più le cose di seconda o terza mano, né guarderai con gli occhi dei morti, ne ti nutrirai di fantasmi libreschi,
E neppure vedrai attraverso i miei occhi o prenderai le cose da me,
 Ascolterai da ogni parte e le filtrerai da te stesso.