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venerdì 28 settembre 2012

Andai nei boschi

Sono andato nei boschi perché volevo vivere liberamente. Affrontare solo il fatto essenziale della vita e vedere se potevo apprendere ciò che aveva da insegnarmi, piuttosto di scoprire, nell'ora della morte, che non ero vissuto. Henry David Thoreau, Walden Del resto, in modo fin troppo letterale, qualcuno ci è andato davvero:





 A voi vi è mai capitato? Sì, ok, è forse più usuale pensare di andarsene ai Caraibi, in America, a Capo Verde o chissà dove, ma c'è anche chi, nel fantasticare la sua fuga dallo stress, dalla città, dalla società, dalle gabbie che lo attorniano e lo circondano, pensa di andarsene in montagna, nel bosco.

Conosco gente che ogni tanto salta fuori con l'allevamento di capre, o la semplice fuga nella baita deserta sopra il lago. Ora, sono interessanti questi "sogni", a differenza di quello dei Caraibi. Il secondo, delinea solo un evidente stato di stress (diciamo pure di scazzo) per cui si ha una gran voglia di spiaggia, cocktail, mare...

Ma decidere di andare a vivere nei boschi, come eremita o magari facendo parte di una comunità ecologica e autonoma (o mirante ad esserlo) di qualche tipo (in Italia ce ne sono più di quanto ci si aspetti, specie tra Marche e Toscana), dimostra invece una voglia di libertà, di inventarsi un metodo "altro" per campare e per vivere, senza per forza essere costretti alle abitudini, alle retoriche ed agli obblighi della città. Cambiano i tempi, cambiano i sogni. O forse le utopie, le strade che in qualche modo, colme di ricerca e di speranza, inseguono un destino personale, un walkabout.

 Ecco, a volte restano sogni, a volte qualcuno invece ci prova direttamente, praticamente. Senza neanche andare lontano, perché poi tutto dipende da una scelta concreta, un atteggiamento. Che poi la scelta sia continuativa o solo un esperimento, in fondo non cambia, se lo si fa per testarsi, mettersi alla prova (ognuno a modo suo). Un sentiero lo si può percorrere per un po', e poi decidere di cambiarlo. Tutto sta nell'avere ancora, un'altra scelta...

 Offro qui due esempi, quello di Mattia, un ragazzo dal vago accento bresciano, che da qualche tempo vive in una roulotte, su un terreno delle Marche, non lontano da qualche paesotto, che coltiva il suo orto e prevalentemente dei suoi frutti si nutre, che ha scelto le lucciole e le stelle invece delle discoteche e dei cinema.  http://www.youtube.com/watch?v=C9NL6cDCAJQ&feature=relmfu

Il secondo, tratta di Giovanni, un uomo che, sì, è decisamente in cerca, ha fatto varie esperienze all'estero (non parlo di lavori o di curricula, ma di vita) è che per ora ha trovato rifugio in mezzo al verde, anche lui vicino ad altre comunità, anche lui nelle Marche, anche lui in modo indipendente, autonomo, per poter scegliere di liberarsi da catene ed ambienti che non sentiva più propri. http://www.youtube.com/watch?v=VT-fRvRp_fc&feature=relmfu

Aforismi, Henry David Thoreau

“Law never made men more just; and, by means of their respect for it, even the well-disposed are daily made the agents of injustice. A common and natural result of an undue respect for law is, that you may see a file of soldiers, colonel, captain, privates and all, marching in admirable order over hills to the wars, against their wills, indeed, against their common sense and consciences. They have no doubt that it is a damnable business in which they are concerned; they are all peaceably inclined. Now, what are they? Men at all? Or small movable forts, at the service of some unscrupulous man in power? The mass of men serve the State thus, not as men mainly, but as machines, with their bodies. They are the standing army. In most cases there is no free exercise whatever of the judgment or of the moral sense; but they put themselves on a level with wood and earth and stones; and wooden men can perhaps be manufactured that will serve the purpose as well. Such people command no more respect than men of straw, or a lump of dirt. They have the same sort of worth only as horses and dogs. Yet such as these are commonly considered good citizens.” - Henry David Thoreau (Civil Disobedience) "La legge non ha mai reso gli uomini più giusti; e, per il loro rispetto per essa, persino i meglio disposti sono quotidianamente resi agenti dell'ingiustizia. Un comune e naturale immeritato rispetto per la legge è, come puoi vedere nelle file di soldati, colonnelli, capitani e tutti loro, marciando in un ammirabile ordine sulle colline andando alla guerra, contro la loro volontà e, peggio, contro il loro senso comune e la loro coscienza. Loro non hanno dubbi di essere dentro un dannato affare, essi sono inclini alla pace. Ora, che cosa sono? Uomini ancora? O piccoli forti mobili, al servizio di spregiudicati uomini di potere? La massa di uomini che serve lo Stato così, non principalmente come uomini, ma come macchine, coi loro corpi. Loro sono l'esercito permanente. In ogni caso non c'è esercizio libero di giudizio o della morale comune; ma essi mettono loro stessi tra la legna e la pietra; e uomini di legno possono forse essere costruiti affinché servano bene gli stessi propositi. Questa gente non ha più rispetto di un uomo che di un fuscello di paglia, o una zolla di polvere. Hanno lo stesso valore dei cani e dei cavalli. Nonostante questo, sono comunemente considerati buon cittadini. - Henry David Thoreau (Civil Disobedience)